Cervi in Valabisenzio (Prato): ora provocano danni e si cercano rimedi

 E’ un fronte comune quello che si schiera per raccogliere il disagio dei cittadini e affrontare il problema dei danni provocati dai cervi in Val di Bisenzio. Provincia, Comuni e Comunità montana sono pronti a discutere di possibili soluzioni e a trovare risorse per modificare e incrementare gli interventi di contenimento della popolazione dei cervi e di prevenzione dei danni.

 

Ieri mattina a palazzo Novellucci gli assessori provinciali all’Agricoltura, Roberto Rosati e all’Ambiente Stefano Arrighini, il presidente della Comunità montana Marco Ciani, i sindaci di Vernio Paolo Cecconi e di Cantagallo Ilaria Bugetti, l’assessore di Vaiano Elisabetta Ciolini, il presidente della IV Commissione del Consiglio provinciale Emanuele Pacini, il presidente dell’ATC 4 Alessandro Testi, Andrea Terreni della Confederazione italiana agricoltori e il tecnico faunista Michele Viliani hanno inaugurato quello che sarà un tavolo permanente per monitorare l’emergenza e per trovare soluzioni.

 

“La pressione sugli agricoltori e anche sui tanti cittadini che si dedicano all’agricoltura come attività secondaria, utile però a integrare il reddito familiare, è ormai eccessiva – spiega l’assessore Rosati – Nonostante dal 2000 ad oggi la popolazione dei cervi sia rimasta praticamente la stessa e siano aumentati gli abbattimenti, le incursioni a valle e vicino alle abitazioni sono sempre più frequenti e i disagi sono forti. Il territorio non riesce più ad accogliere questi numeri e il problema va affrontato”.

 

Gli amministratori hanno quindi chiesto ai tecnici dei vari enti di analizzare la situazione e formulare una serie di ipotesi di lavoro. Sarà poi il tavolo a decidere. I temi all’ordine del giorno sono la rimodulazione della caccia di selezione e il ricorso alla cattura (con trasferimento dei capi altrove), ma anche azioni più incisive sulla prevenzione e sulla messa in sicurezza delle colture. Si è parlato anche di un piano per rimettere a coltura terreni in zone dell’alta valle e ripristinare pascoli che costituiscano una risorsa per gli animali tale da evitare la loro discesa a valle.

 

“E’ necessario affrontare il problema dal punto di vista del ripristino ambientale – aggiungono sia Rosati che Arrighini – in modo che una popolazione equa di cervidi abbia a disposizione un habitat adeguato. Questo richiederà risorse e la Provincia è pronta a fare ricorso al budget del 2009”. Su questo fronte si lavorerà all’individuazione dei terreni disponibili attraverso un’analisi mirata affidata ai tecnici che affronti anche la gestione del bosco. L’eccessiva presenza di cervi infatti ostacola anche l’ipotesi di utilizzo del bosco per fornire risorse come le biomasse.

 

Affrontata infine anche la questione dei danni ai cittadini residenti che, a differenza delle aziende agricole, sono esclusi per esempio dagli attuali meccanismi di rimborso. Sarà approfondita la possibilità concreta di estendere prevenzione, messa in sicurezza e rimborsi.

Cervi in Valabisenzio (Prato): ora provocano danni e si cercano rimediultima modifica: 2008-10-17T15:49:02+02:00da minobezzi
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